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Minotaurus I e II di Daniele Lombardi Lo strazio sta nel farsi uomo di quel toro, nell'incavo delle giovani spalle, i muscoli delle fresche braccia - e quella grossa testa pesante di bestia, il mite giovane disperato muggito del pianoforte preparato, il pianoforte soffocato, il suono incatenato del pianoforte preparato e la voce di sibilla incomprensibile nelle tedesche parole di Durrenmatt. oh Daniele, la voce recitante di Minotaurus I, la voce, la voce, fonès, Voci, della Grecia e da Creta e da Teseo, quella voce e il singulto del Minotauro che cerca una via di fuga , ma il labirinto ha la forma del nostro cervello, Daniele, - quei meandri sotto formalina che custodiscono il Mostro dai quali non c'è scappatoia, no escape - e dietro, Jack Nicholson con l'ascia e lo sguardo e il ghigno dello scrittore impazzito nel labirinto sempreverde dell'alloro nella neve immobile della montagna " lui danzò la gioia di averla trovata, lei danzò la sua paura di essere stata trovata, lui danzò la sua liberazione, lei danzò il suo destino, lui danzò la sua smania, lei danzò la sua curiosità, lui danzò il suo addossarsi, lei danzò la sua ripulsa, lui danzò il suo penetrare, lei danzò il suo avvinghiare " ma il labirinto non è quello di Dedalo, il labirinto sono specchi, è un Luna Park all'aperto sotto il volgere del sole e della luna. Il labirinto è danza, il danzatore è snello e leggerissimo con l'incavo delle spalle dove nascono le giovani forti braccia, e la pesantezza delle grossa testa intenerisce e spaura, mentre agile disegna un labirinto, fugge uno specchio, trasalisce vedendo il Mostro che lo assale, che è l'Altro, gli infiniti altri che sono lui stesso - e geme il pianoforte preparato e la Voce perduta, la Voce che si allontana nella memoria, nella nebbia, raccontando la sua già scritta storia Il Minotauro, con la sua grossa dolente testa pesante, - è Teseo che lo uccide. È suo destino che Arianna sdipani danzando il rosso filo che lo salva, e abbandonarla poi sulle rive del sonno. Arianna: la sempre-amata, la sempre-muta: Amati come io ti amo, Arianna - dice Teseo invece del più semplice Amami come io ti amo. Riconosciti, dice, nel ritratto di te che ti porgo... la sempre-muta. E geme il mostro nel labirinto il suo mugghio, il suo ululato il suo urlo il suo muggito. Ecco, disse lei, siediti lì, no, in piedi, - sotto la statua del Minotauro nel giardino del museo, al sole di Antibes (il "Minotaure" aprì i viaggi di Provenza e d'Africa), più indietro, fermo così - fatto! "il minotauro sognò di essere un uomo. Sognò un linguaggio, sognò fratellanza, sognò sicurezza, sognò amore, vicinanza, calore, e contemporaneamente seppe, sognando, di essere un anormale cui non sarebbe mai stato concesso un linguaggio, mai fratellanza, mai amicizia, mai amore, mai vicinanza, mai calore, sognò come gli esseri umani sognano degli dèi, con tristezza d'uomo l'uomo, con tristezza d'animale il minotauro." Laura Barile 5 aprile 2002
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| © Daniele Lombardi |